3725

2012-2016 | Catania

3725, il codice di commessa si fa numero di una misteriosa porta, l’ingresso per un viaggio in un mondo singolare e incantevole. E’ un’operazione affascinante quella di Alberto Castro, il quale avanza un’ottica rovesciata: un non-luogo che diventa luogo. Secondo un’intuizione agile che vuole la fantasia unita al pensiero, egli trasfigura un cantiere, opera sottrazioni e sintesi al fine di ricomporlo in una nuova veste, sublimandolo in un museo.
Spazi e oggetti, solo un attimo prima frementi di vita, si presentano ora vuoti, solitari; scende lenta la quiete e, con essa, un senso di deferenza. Attraverso metamorfosi continue, Castro insegue dunque visioni e scorci che liberano una moltitudine di segni d’arte contemporanea: dall’Espressionismo Astratto americano, al Color Field, dall’Arte Segnica italiana alle stilizzazioni alla Basquiat; e ancora, le lacerazioni di Fontana, i Cretti di Burri, fino ai salti verso l’irriverenza Dada e il Cubismo picassiano.In questo gioco di trasformazione, il risultato cui partecipiamo è un’operazione ammaliante, una perfetta Wonderland in cui ci si ritrova, come Alice, disorientati eppure eccitati da questo nuovo mondo segreto. Avanzando lentamente tra dettagli silenti, ci si accorge di esserne permeati e cala, così, ogni percezione del tempo. In disciplinata attesa, nasce immediato il bisogno di ricerca, di leggere e rileggere tracce e indizi, lasciandosi trovare da ciascuno di essi e viverli come occasioni irrinunciabili di bellezza.
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dalla prefazione di 3725 di Stefania Anzelmo

3725, a commission code, becomes the number of a mysterious door, the way into a journey through a unique and fascinating world.  Alberto Castro’s work is beguiling. It presents to us an optical inversion, a non-place that becomes a place.  With deft insight that requires a combination of imagination and thought, he “transfigures” a “construction site”, an operation both subtractive and synthetic, in order to clothe it in a new guise: he elevates it to museum.Spaces and objects which only moments before were quivering with life now present themselves as empty, solitary; slowly, stillness falls, and with it a sense of humility.  By means of continuous metamorphoses, Castro pursues visions and perspectives which freely reference a multitude of distinctive elements in contemporary art, from American Abstract Expressionism to Color Field, from Italian Arte Segnica to Basquatian stylizations, and moving on to Fontana’s lacerations, the Cretti of Alberto Burri, and finally leaping towards Dadaistic irreverence and Picassian cubism.In this transformation game, we experience enchantment; just like Alice, we find ourselves in a perfect Wonderland, disorientated but at the same time excited by this secret new world.  Slowly advancing through silent particularities, we have a sense of becoming imbued with them.  All our perception of time fades.  As we wait, composed and respectful, we immediately sense the need to research and explore, to read and re-read traces and details, let them come to us so that we can embrace them as a not-to-be -thrown-away opportunity to experience beauty.
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from 3725 preface, by Stefania Anzelmo